Sapete che?

Šišmiši, netopiri (Chiroptera)

Pregiudizi riguardo ai pipistrelli

I pipistrelli sono ciechi?!

Tutte le specie di pipistrelli hanno gli occhi e vedono. Sono particolarmente sensibili alla illuminazione con i lampeggi dell’apparecchio fotografico e della lampadina. La maggior parte delle specie si orienta e caccia la preda seguendo il suono. I pipistrelli emettono dei segnali sonori con la bocca e con il naso che rimbalzano dall’ostacolo o dalla preda nello spazio e che poi intercettano nuovamente con i grandi orecchi. Essi in realtà vedono con gli orecchi e questo modo di orientamento viene chiamato l’ECOLOCAZIONE.
Tramite l’ecolocazione il pipistrello localizza la preda. Tramite l’ecolocazione il pipistrello distingue gli insetti della grandezza di una zanzara nel buio totale, e veramente non ha scopo temere che si precipiti nei vostri capelli. La maggior parte dei loro suoni non può essere da noi udita perché hanno una frequenza molto alta. Allo stesso modo si orientano i delfini e le balene. Differenti specie di pipistrelli hanno differenti voci. Gli scienziati possono in tal modo, con particolari strumenti – i detector ultrasonici – stabilire il tipo di pipistrello in volo.

I pipistrelli succhiano il sangue?

Soltanto 3 specie di pipistrelli si nutrono esclusivamente di sangue e prevalentemente di quello del bestiame. Vivono nella zona dell’America Centrale e Sudamerica. La maggior parte di specie di pipistrelli si nutre di insetti, di farfalle notturne e di ragni. Un pipistrello da solo mangia un centinaio di insetti durante la notte (per es. Persino da 600 a 1000 zanzare), e pertanto i pipistrelli svolgono una funzione insostituibile nel controllo del numero degli insetti che sono attivi durante la notte, tra i quali molti sono dannosi per l’agricoltura e l’economia forestale. Diciamo pertanto di loro che sono un PESTICIDA BIOLOGICO.

 


Morski konjic (Hippocampus)

Il cavalluccio marino è un afrodisiaco – vero o falso?

Si tratta di un mito a causa del quale questi esseri marittimi vengono da secoli cacciati e sono perciò diventati una specie in pericolo di estinzione.
Il cavalluccio marino viene usato come cibo da più di 2000 anni e, oltre alle credenze tradizionali che dicono che aumentano in modo significativo gli appetiti sessuali, si crede pure che aiuti a alleviare i problemi respiratori.
Secondo alle valutazioni dell’Istituto Nazionale di oceanografia, ogni anno in tutto il mondo vengono commercializzati circa 20 milioni di cavallucci marini.

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